Francesco Paolo Tosti

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Ideale

Io ti seguii come iride di pace Lungo le vie del cielo:

Io ti seguii come un'amica face De la notte nel velo.

E ti sentii ne la luce, ne l'aria, Nel profumo dei fiori;

E fu piena la stanza solitaria Di te, dei tuoi splendori.

 

In te rapito, al suon de la tua voce, Lungamente sognai;

E de la terra ogni affanno, ogni croce, In quel [sogno]1 scordai. Torna, caro ideal, torna un istante A sorridermi ancora, E a me risplenderà, nel tuo sembiante, Una novella aurora.

 
 
 
 
 
  “…Ortona biancheggiava come un’ignea città asiatica su un colle della Palestina, intagliata nell’azzurro, tutta in linee parallele senza minareti…” Queste sono le parole rivolte da Gabriele D’Annunzio alla città natale della madre Luisa De Benedictis, la quale, ricordava suo figlio, ogni volta che vi tornava, non appena la scorgeva, cadeva in uno stato di agitazione: “Sa che sta per udire dal sangue l’accento di Ortona”. Un altro personaggio ortonese molto caro a D’Annunzio era Francesco Paolo Tosti che qui era nato nel 1846.
 

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