Pantaleone Rapino

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  un figlio di Ortona a Mare  
 

così iniziava il servizio scritto sulla Fiaccola del 29.07.1918, dando notizia del sacrificio del Capitano Pantaleone Rapino, nato ad Ortona il 29 marzo 1889, comandante del I battaglione del  120° reggimento della Brigata Emilia. 
La morte del Capitano Pantaleone Rapino, avvenne durante l’attacco austro-ungarico del 15.06.1918, per sfondare il fronte italiano.
Uno dei perni della difesa del fronte è la località Porte di Salton, del massiccio del monte Grappa, sul quale è attestato il battaglione comandata dal Rapino.
Le forze attaccanti sono in numero elevatissimo, per cui nell’immediato le nostre difese sono a malpartito.
Solo la determinazione e il coraggio degli uomini del  battaglione sacrificando se stessi, riescono a bloccare il nemico e a consentire ai rinforzi di arrivare e rigettare  gli austriaci sulle loro posizioni di partenza.
Nel frattempo si è consumato il sacrificio del battaglione e del suo comandante  il quale pur essendo stato ferito in modo molto serio ad una gamba, con continua e copiosa perdita di sangue, non abbandona la posizione per continuare ad essere di sprone ai suoi con il proprio esempio.
Alla fine il battaglione, soverchiato dai nemici, viene sopraffatto e il C.te Rapino viene finito con cinque pugnalate, pur essendo ferito.
Il Re motu proprio concede la Medaglia d’oro al Valor Militare al Capitano Rapino. (la sola concessa ad un ortonese a tutt’oggi)
La medaglia verrà consegnata alle sorelle con un a cerimonia tenutasi in Ortona a p.za S, Maria il 28.08.1918.
Oggi a novant’anni di distanza da quel fatto d’armi la memoria mi sembra molto appannata.
L’unica testimonianza rimane quella lapide sotto la casa natia del Capitano sul finire della passeggiata orientale, posta sul muraglione , che, sono sicuro nessuno nota, essendo oramai abituati a camminare guardando solo quello che ci si para davanti ad altezza degli occhi.
E se qualcuno alza gli occhi, fa un  po’ di fatica a leggere quanto scritto, avendo il tempo esercitato la sua azione.
 
Il capitano Rapino riposa presumibilmente nel paese di Crespano insieme a quanti del suo battaglione caddero con Lui in quella battaglia.

Tonino Orlandi

 
 
 
 
   
     
     
 

 

               

 

 

 

 
 
 
 

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