Aldo D'Adamo

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  Aldo D'Adamo scultore  
 

Aldo D'Adamo nasce ad Ortona nel 1928.
Si avvicina all'arte verso la metà degli anni '40, alla scuola di Giuseppe Massari, poi va a Torino, e quindi a Roma, dove apre uno studio in Piazza Barberini.
Nella Città Eterna, frequenta gli studi di Emilio Greco, di Pericle Fazzini e di Renato Brozzi ed espone in varie "collettive", insieme a Vespignani, Guttuso, Mazzacurati, Monachesi, De Chirico. Le sue personali a via Margutta, a Piazza di Spagna e a Vigna Clara suscitano subito un grande interesse tra gli intenditori e la critica più attenta. Conclusa la ricca esperienza romana, va in Venezuela, dove, a Caracas, gli si aprono le porte del Museo d'Arte Moderna, sotto il patrocinio del Ministero della Pubblica Istruzione di quel paese. Dopo aver innalzato i suoi giganteschi bronzi   ( i magnifici monumenti all"Emigrante', a "San Luigi Re di Francia", "Don Bosco" e alla "Famiglia" ) e collocato le sue opere in diverse importanti pinacoteche, chiese, gallerie pubbliche e private, intorno agli anni '70 torna in Italia, dove innalza altri superbi monumenti a Chieti, a Gissi, a Vasto, e si immerge in un intenso lavoro creativo.
Muore a Ortona nel novembre del 1990.

Le sue opere d'arte non sono fatte solo per i musei, ma per essere vicino all'animo della gente comune.

                                                           Ruth Newhan

Dotato di un forte senso dello spazio e dei volumi che lo occupano, Aldo D' Adamo costruisce forme che
"contano", destinate cioè ad una valenza plastica che sembra scaturire dalla stessa materia impiegata.
Attento a talune grandi lezioni storiche della scultura, pure D' Adamo si esprime con una cifra personale e
caratterizzata che trova le sue ragioni in una classicità mai rinnegata, in un mestiere esercitato con
partecipazione totale e in una ricerca che oltre il segreto della materia, insegue i labili soffi della poesia.

                                                                                                                                              Enzo Di Martino

La nota caratteristica della sua scultura, è rappresentata da una magnifica quanto "difficile" semplicità cui pochi artisti arrivano.
             
                                                                                                                                        Eduardo Robles piquer

D' Adamo si trovò a creare forme androgine che suggeriscono l'abbraccio, l'unione degli opposti, la crescita del seme nel grembo materno, la tenerezza dei rapporti d'amore, la nostalgia di un paradiso un tempo conosciuto, la battaglia delle generazioni contro la morte, i segreti reconditi della madre terra che la nostra mente super -intellettualizzata spesso ci impedisce di riconoscere (...)
Nell'opera di D' Adamo non esiste la vergogna.
L 'artista non nasconde le proprie origini, lavorando forme potenti e suggestive che provengono dagli strati più profondi del nostro inconscio collettivo, appare simile ad un antico sacerdote megalitico.
In ciò consiste per lo scultore la verità, la verità di un lavoro che possiamo chiamare arte.

John Allitt

 

 
 
 
 
 
       
 

 

               
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